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Paragrafo 8 . L'attacco alle istituzioni democratiche.

     
Frattanto  le istituzioni democratiche erano sottoposte ad un  attacco
sempre  pi violento da parte di una complessa trama di forze eversive
di  varia  matrice. All'estrema sinistra si distinguevano  le  brigate
rosse (BR), un'organizzazione terroristica formatasi nel 1970 ad opera
di  giovani  militanti  del movimento studentesco  dell'universit  di
Trento,  tra  cui  Renato  Curcio, e  di  altri  elementi  provenienti
dall'esperienza  delle lotte operaie di Milano degli anni  precedenti.
Loro  obiettivo dichiarato era l'abbattimento del capitalismo e  dello
stato  "borghese", attraverso la lotta armata clandestina.  Dopo  aver
condotto  alcune  azioni dimostrative all'interno delle  fabbriche,  a
partire  dal  1972 effettuarono una serie di sequestri  di  persona  a
scopo intimidatorio. Nel 1974, affermando di voler attaccare "il cuore
dello  stato",  dettero inizio ad un delirante crescendo  di  violenza
terroristica   contro   magistrati,  uomini  politici,   sindacalisti,
professionisti  e  forze  dell'ordine,  che  li  porter  a   compiere
centinaia di attentati e decine di omicidi e di ferimenti.
     Nel   corso   del   1973   si  formarono   altre   organizzazioni
terroristiche,
     
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     come   i   nuclei   armati  proletari  (NAP),   mentre   per   la
militarizzazione della lotta politica optarono anche alcuni  militanti
dei   gruppi  dell'estrema  sinistra  in  dissolvimento,  come  potere
operaio, che contribuirono cos alla formazione della cosiddetta "area
dell'autonomia",  composta  da  giovani generalmente  provenienti  dal
sottoproletariato o dalla piccolissima borghesia.
     Ideologicamente   contrapposto   a   quello   di   sinistra,   ma
sostanzialmente   convergente  nella  lotta  contro   le   istituzioni
democratiche, era il terrorismo di destra; i gruppi pi  attivi  erano
"ordine  nuovo" e "avanguardia nazionale", che nel 1974 si  fusero  in
"ordine  nero".  Il  31  giugno del 1972, a Peteano  in  provincia  di
Gorizia,  tre carabinieri restarono uccisi dall'esplosione di un'auto;
autori  dell'agguato risulteranno alcuni militanti di "ordine  nuovo".
Nel  corso delle indagini verr alla luce l'esistenza di Gladio  (vedi
paragrafo 4).
     Nell'ottobre  del  1973 fu scoperto un complotto  predisposto  da
un'organizzazione segreta denominata "rosa dei venti", formata da vari
gruppi  clandestini e coordinata da militari, in gran parte  ufficiali
superiori  di  vari  corpi, dei servizi di sicurezza  ed  anche  della
NATO.  Suo  scopo  era la lotta contro il comunismo  con  ogni  mezzo,
compreso  attentati  a strutture e persone sino all'attuazione  di  un
colpo di stato.
     Tra  il  1973  e  il 1974 vennero compiuti numerosi  attentati  a
stazioni, linee ferroviarie e sedi della polizia, molti rivendicati da
"ordine  nero". L'ondata di terrorismo suscit tensione e proteste.  A
Brescia,   nella   cui  provincia  i  terroristi   neofascisti   erano
particolarmente  attivi,  i  sindacati  e  il  comitato   antifascista
indissero  una  manifestazione per il 28 maggio 1974 in  piazza  della
Loggia.  Mentre questa era in corso, una bomba collocata in un cestino
dei rifiuti in un angolo della piazza esplose, provocando 8 morti e 94
feriti. Nel corso del lungo e complesso iter giudiziario la sparizione
di  testimoni  importanti,  la  mancata  collaborazione,  l'omert   e
l'azione di depistaggio di alcuni apparati dello stato, in particolare
dei  servizi  segreti,  impediranno ai giudici  di  raccogliere  prove
decisive  a  carico degli imputati; cos anche questa  strage  rester
impunita.
     A  distanza  di  poco  pi  di due mesi  il  terrorismo  torn  a
colpire:  la  notte del 4 agosto una bomba esplose sul treno  Italicus
Roma-Monaco,  provocando  12  morti e decine  di  feriti.  Le  diverse
istruttorie  condotte nei vari gradi del processo non  riusciranno  ad
individuare n gli esecutori n i mandanti.
